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Monthly Archives: April 2012

Esserci Noi e la poesia

Esserci
questo ‘non sapere’ rivelato permette al poeta di entrare tra le fessure delpensante sradicando la parola da quei valori univoci e monocordi del quotidiano per divenire arte del vissuto (proprio e altrui) dove desolazione e piacere non sono che rette parallele in un incontro senza misura

la parola poetica è luogo presenza l’esserci
nel territorio della scrittura nel dire carsico e condiviso nelle tonalità sillabiche nel suono degli a-capo Diavoli – in queste “Lettere” – costruisce nel frammento un percorso organico d’amore

il testo ci rimanda a un luogo oscuro alla profondità del senso all’origine della parola da questo principio la parola o la sua antiparola si fa poesia: monade di un ascolto
corrispondenza sentimentale in cui il fiore non è più strappato alla terra ma alla terra reso decapitato

è il canto che si trasforma in voce e nell’incidere in silenzio un silenzio costituito da oscillazioni cambi in cui cancellazione non è mai assenza in cui i corpi sonodentro e mai “ipotesi di un nome” ma “immagine (di sé)” in un continuo perpetuo

pensare il linguaggio è l’impossibilità di nominare
la sola creazione è l’immagine pensata il non visto che si dà il tutt’uno tra due specchi due cammini gli infiniti percorsi la mimesi di una fine giunta e per questo corpi uniti da radici uniche di una rosa simbolo/testimone di un tempo effimero dove tutto finisce dove l’amore si trasforma in amore

“ora vivo nell’invisibile” in un nascondimento nel rifugio della vita mascheramento del vivibile
carnalità è acqua liquido è carne non afferrabile ma solo il fluire nel tempo di fronte a uno sguardo e allora le grammatiche i normali procedimenti comunicativi tutte le strutture segmentali non hanno forza non sono comprensibili
“di morire sul serio”
la morte offre più possibilità nella morte ancora ci si può permettere un errore ne “la prossima morte”

in procedere il tempo – “minuto calcolo d’ore” – è misurazione della dimenticanza una musica nella trasparenza nel vuoto lo sguardo/la vita non è più capacitato a dare vita

la linea è il centro la concentrazione dei punti la somma degli attimi
e la gola cavità del suono della rappresentazione attraverso la parola il respiro in nero
saper divenire nulla per possedere il tutto nell’annichilimento del proprio essere nell’amore si arriva alla possessione dell’amore possessione senza possesso possedendo
un tempo finito ancora in movimento un tempo come lamina del vissuto su cui scivolano le idee in sospeso i “propositi fatti a parole”

e la casa è cassa né finestre né vento neppure più parole scritte solo corpo nella ripetizione illimite per restituire il pensiero nella parola per non morire di ciò che ci riduce

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Posted by on April 13, 2012 in Uncategorized

 

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Posted by on April 13, 2012 in Uncategorized

 

Post di Cecilia Testa

 
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Posted by on April 11, 2012 in Uncategorized

 

SPORCO DI PAROLE di Cecilia Testa

Non temere il lavorio del mondo, mio mortale.

Hai occhi che bucano come aghi,

parole abrasive.

Questa lumaca qui

sarà il calendario dei nostri giorni.

 
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Posted by on April 11, 2012 in Uncategorized